Dal 1° settembre 2025 sono entrate in vigore importanti novità per la classificazione e il trasporto delle leghe contenenti piombo. Con il Regolamento Delegato (UE) 2024/197, che rappresenta il 21° ATP al CLP, vengono introdotte nuove soglie di pericolosità che riguardano sia le polveri sia le leghe metalliche massicce.

A seguito di tale modifica saranno classificati come PERICOLOSI PER L’AMBIENTE i composti (miscele, leghe metalliche) che contengono:

Piombo in polvere (diametro delle particelle < 1 mm) ≥ 0,025%

Piombo massivo (diametro delle particelle ≥ 1 mm) ≥ 0,25%

L’adeguamento normativo coinvolge sia la sfera giuridica delle “merci” propriamente dette che quella dei “rifiuti” (esempi di materiali rientranti: torniture, bave di stampaggi, spezzoni o cascami di barra, billette di ottone, pani di ottone, fanghi di lavorazione contenenti piombo,…). Gli ottoni attualmente in commercio, utilizzati per rifusione, torneria o stampaggio a caldo, superano normalmente lo 0,25% di piombo. Di conseguenza, secondo la nuova classificazione, gli ottoni più diffusi dovrebbero essere considerati pericolosi e quindi soggetti alla normativa ADR sul trasporto di merci pericolose. I settori lavorativi maggiormente interessati dalla modifica sono quelli relativi alla produzione/utilizzo/commercializzazione di piombo e leghe metalliche così come quelli riferiti al recupero dei rottami metallici (rifiuti ed End Of Waste).

L’ADR non si applica agli “articoli”, cioè oggetti con forma, superficie o design specifici, che non rilasciano sostanze chimiche in modo significativo durante l’uso. Esempi: barre, matasse, componenti meccanici finiti. In questi casi, anche se contenenti piombo, non si applicano gli obblighi del trasporto ADR.

L’ADR non si applica agli “articoli”, cioè oggetti con forma, superficie o design specifici, che non rilasciano sostanze chimiche in modo significativo durante l’uso. Esempi: barre, matasse, componenti meccanici finiti. In questi casi, anche se contenenti piombo, non si applicano gli obblighi del trasporto ADR. Diversamente, nel caso di polveri e trucioli di ottone o altre leghe contenenti piombo che superano le soglie soprariportate, scarti sfusi non riconducibili ad “articoli”, il materiale (merce o rifiuto) dovrà essere classificato ADR con la seguente voce: UN 3077 – MATERIA PERICOLOSA PER L’AMBIENTE, SOLIDA, N.A.S. della Classe 9 Gruppo d’imballaggio III

Impatto operativo Questa modifica normativa comporta un cambiamento significativo nella gestione e nella logistica di materiali e rifiuti che fino ad oggi erano considerati metalli non pericolosi. Questa classificazione richiede il rispetto di svariate prescrizioni ADR, in quanto chi movimenta o trasporta questi materiali dovrà verificare attentamente:

• la corretta classificazione ADR;

• l’utilizzo di imballaggi, container e mezzi adeguati;

• la presenza delle specifiche informazioni nel documento di trasporto ADR;

• la formazione degli addetti e dei conducenti, con conseguente abilitazione tramite patentino ADR;

• la corretta etichettatura di colli e veicoli secondo le disposizioni in vigore;

• l’eventuale nomina del Consulente per la sicurezza del trasporto merci pericolose, obbligatoria in alcune situazioni.

L’applicazione delle nuove regole comporterà necessariamente un cambiamento nella gestione aziendale. Le imprese dovranno aggiornare schede di sicurezza, etichette e procedure interne, rivedere i flussi logistici e garantire formazione adeguata al personale.

Supporto operativo Il 1° settembre 2025 rappresenta una data di svolta: leghe contenenti piombo, come l’ottone, dovranno essere gestite e trasportate come merci pericolose ADR. Si tratta di un cambiamento rilevante che richiede preparazione, aggiornamento documentale, formazione e adeguamenti logistici. Affidarsi a professionisti del settore è la strada migliore per affrontare questo passaggio in modo sicuro ed efficace.

CEDESA Srl è al fianco delle imprese per accompagnarle in questo percorso, offrendo competenze tecniche, consulenza mirata e soluzioni pratiche per garantire la piena conformità normativa.