L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la Nota prot. n. 5484 del 6 luglio 2026, avente ad oggetto la tutela dei lavoratori rispetto al rischio derivante dall’esposizione alle alte temperature e le indicazioni operative per l’attività di vigilanza.
Il documento richiama l’attenzione delle aziende sulla necessità di gestire il rischio da calore in modo strutturato, nell’ambito degli obblighi di prevenzione e protezione previsti dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, ribadendo che il rischio da stress termico deve essere oggetto di un’adeguata valutazione e di specifiche misure organizzative e preventive.
Le disposizioni della Regione Veneto
Per le aziende operanti nel territorio della Regione Veneto, le indicazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro si affiancano alle Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026 e n. 71 del 1° luglio 2026, emanate per fronteggiare gli effetti delle ondate di calore e tutelare la salute dei lavoratori maggiormente esposti.
Le ordinanze regionali prevedono, nei giorni e nelle aree in cui il sistema Worklimate (INAIL-CNR) segnala un livello di rischio “ALTO” per lavoratori esposti al sole che svolgono attività fisica intensa, il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le ore 12:30 e le ore 16:00, per le attività rientranti nei settori individuati dalle disposizioni regionali.
Tale misura rappresenta un’importante integrazione rispetto agli obblighi già previsti dalla normativa nazionale e conferma la necessità di programmare le attività lavorative tenendo conto delle condizioni meteorologiche e dei livelli di rischio previsti.
Il rischio caldo deve essere valutato nel DVR
Il tema assume particolare rilevanza durante il periodo estivo e riguarda tutte le attività in cui i lavoratori possono essere esposti a temperature elevate, sia all’aperto sia in ambienti di lavoro caratterizzati da condizioni microclimatiche gravose.
La gestione del rischio da calore non deve essere affrontata come una semplice emergenza stagionale, ma come parte integrante della Valutazione dei Rischi aziendale.
Il datore di lavoro deve infatti considerare:
- le condizioni climatiche e microclimatiche;
- la tipologia delle mansioni svolte;
- l’intensità dello sforzo fisico richiesto;
- l’esposizione diretta alla radiazione solare;
- l’organizzazione dei turni di lavoro;
- la disponibilità di aree ombreggiate o climatizzate per le pause;
- la presenza di lavoratori particolarmente vulnerabili o maggiormente sensibili agli effetti del calore.
Le principali misure di prevenzione
Tra le misure organizzative e tecniche che le aziende sono chiamate a valutare rientrano:
- aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con riferimento al rischio da stress termico;
- rimodulazione degli orari di lavoro nelle giornate caratterizzate da temperature elevate;
- programmazione delle attività più gravose nelle ore meno calde della giornata;
- organizzazione di pause in aree ombreggiate o climatizzate;
- disponibilità continua di acqua fresca e potabile;
- informazione e formazione specifica dei lavoratori e dei preposti;
- sorveglianza sanitaria, ove prevista, con particolare attenzione ai lavoratori fragili;
- predisposizione di procedure per la gestione delle emergenze correlate al caldo;
- coinvolgimento del RLS o RLST nella valutazione e nella gestione del rischio.
I settori maggiormente interessati
Particolare attenzione è richiesta per le attività che espongono maggiormente i lavoratori alle elevate temperature, tra cui:
- edilizia;
- agricoltura e florovivaismo;
- cantieri stradali;
- cave;
- logistica e movimentazione merci;
- attività di consegna e trasporto svolte prevalentemente all’aperto;
- produzione del vetro artistico;
- tutte le attività svolte in ambienti chiusi caratterizzati da elevate temperature o da significative fonti di calore.
Monitorare quotidianamente il rischio
Le aziende dovrebbero monitorare quotidianamente le previsioni del sistema Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR e adottato anche dalla Regione Veneto quale riferimento per individuare le giornate caratterizzate da elevato rischio di stress termico.
La consultazione preventiva delle previsioni consente di pianificare le attività lavorative, adottare tempestivamente le misure organizzative necessarie e garantire il rispetto delle eventuali limitazioni previste dalle ordinanze regionali.
L’importanza della prevenzione
La Nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro conferma l’importanza di una pianificazione preventiva, documentata e coerente con l’organizzazione aziendale.
Le imprese devono poter dimostrare di aver:
- valutato il rischio da calore;
- individuato adeguate misure di prevenzione e protezione;
- informato e formato lavoratori e preposti;
- organizzato il lavoro in funzione delle condizioni climatiche;
- adottato procedure efficaci per ridurre il rischio di colpi di calore, disidratazione e altri effetti correlati alle alte temperature.
Una corretta gestione del rischio caldo rappresenta non solo un obbligo normativo, ma anche un elemento fondamentale per la tutela della salute dei lavoratori e per la continuità delle attività produttive.
Il supporto di C.E.D.E.S.A. S.r.l.
C.E.D.E.S.A. S.r.l. affianca le aziende nella:
- valutazione del rischio da calore e da stress termico;
- aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
- predisposizione di procedure operative e piani di gestione delle emergenze climatiche;
- formazione e informazione di lavoratori, preposti e dirigenti;
- verifica della conformità alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008, alle indicazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e alle Ordinanze della Regione Veneto.
Una gestione efficace del rischio da calore consente di tutelare la salute dei lavoratori, migliorare l’organizzazione aziendale e dimostrare l’effettiva adozione delle misure di prevenzione richieste dalla normativa vigente.
Per maggiori informazioni:
C.E.D.E.S.A. S.r.l.